Apprendere la storia della danza jazz, del Lindy hop e delle discipline ad esso correlate, è fondamentale per poter riconoscere, accettare e rispettare la tradizione. Sapere da dove provengono il tap, il solo jazz, lo shag …, quali sono le loro origini e come si sono modificati nel tempo, è nostra responsabilità come ballerini e amanti della cultura jazz.

Quando parliamo di “danza jazz”, dobbiamo tenere presente il contesto storico culturale, dobbiamo parlare di ballerini di colore e dunque dell’influenza africana che gioca un ruolo essenziale nello sviluppo di questa è inammissibile parlare del bagaglio culturale Americano, che si tratti di musica o di danza jazz senza riconoscere le origini Africane che entrambe possiedono.

È inammissibile parlare del bagaglio culturale americano, che si tratti di musica o di danza jazz senza riconoscere le origini africane che entrambe possiedono.

Nascita della danza Jazz

La parola Jazz è talmente ampia e plurivalente che una semplice definizione non sarebbe sufficiente a descriverla. Quando apriamo la parentesi del Jazz, ci addentriamo in un campo complesso seppur affascinante!

Le origini del Jazz sono Africane, piu precisamente, dell’Africa occidentale

jazz danza nera Afro-Americana
La ballerina africana Issa Niang si esibisce con la compagnia itinerante Ballets Africans. New York, NY, USA. Scattata nel  febbraio 1959 Fotografo Ralph Morse. LIFE.com

 

Agli albori del 17esimo comincia la storia della schiavitù che ha visto protagonista un enorme numero di persone dell’Africa occidentale, caricati su barche e portati nel continente americano, dove avrebbero lavorato per i proprietari di  piantagioni e coltivazioni.

Durante il periodo della schiavitù la danza tradizionale africana, con il suo simbolismo,il suo legame con la spiritualità e l’unicità dell’individuo pongono le basi per la nascita della cultura vernacolare Afro-Americana.  Ecco perché è importante riconoscere la connessione tra le danza tradizionali africane (più precisamente dell’Africa occidentale) e la storia della danza jazz.

Ê nelle piantagioni del Nord e sud America che si è fatta la storia della danza jazz vernacolare! Balli come “Buzzard lope”, “Turkey trot”, ricchi di riferimenti al mondo animale ne sono un chiaro esempio.

I proprietari delle piantagioni, osservando queste danze, ne sono accattivati : l’energia, la vitalità, il dinamismo! Gli schiavi, d’altro canto, guardano ai balli da sala dei loro padroni con scherno e derisione: li scimmiottano, imitandoli in quello che sarà noto come il “Cakewalk”.

Così facendo adottano la verticalità della postura, l’idea della posizione chiusa del ballo di coppia e ponendo un primo fondamento per la nascita dei balli a noi noti come il Charleston, il Lindy hop, ed altre discipline swing.

La danza jazz si sviluppa in terribili circostanze, in condizioni di restrizioni, proibizioni e limitazioni in termini di espressione culturale attraverso la danza e la musica.

Tuttavia è lo stesso, per quanto orribile contesto, ad offrire il terreno fertile (che fu l’America) per l’incontro tra molteplici culture e tradizioni : da un lato quella Africana, dall’altra quella Americana ed Europea.

Per poter capire quali sono gli aspetti di influenza africana nella storia della danza jazz, dobbiamo ricercare e studiare quelli che sono i suoi elementi essenziali e i suoi fondamenti.

Caratteristiche della danza africana nera

Le sei caratteristiche della danza vernacolare Afro-Americana sono il ritmo, l’improvvisazione, controllo, angolarità, asimmetria e dinamismo

-“Steppin’ on the Blues”, p. 32

Kjatherine Dunham, a researcher that made a huge investment in black american culture and jazz dance steps
Bust A Move !! | Serie 1943 2/2 Foto di Black History Album su flickr. La ballerina Katherine Dunham mentre balla sulla costa orientale della Florida con il ballerino Ohardieno durante lo spettacolo “Tropical Revue”, New York, 1943. Foto di Gjon Mili. Archivi fotografici di Life, © Time Inc., per gentile concessione di LIFE.com

Lo stile Afro americano trova la sua migliore espressione e manifestazione, proprio nella danza! Andiamo ad osservare tali caratteristiche più da vicino

Ritmo

Il ritmo è l’architettura dell’essere, la dinamica più interna che dá forma all’essere, la espressione più pura della forza vitale

-Thompson “African art in motion”, p.13 – 14

La danza Afro americana si basa sul ritmo! E una danza orientata alla pulsazione della musica ; per questo motivo ballare sul beat è fondamentale. Per quanto tu sia capace di mostrare le tue migliori movenze, se balli fuori dal beat, è come se non stessi sentendo realmente la musica, come se non la stessi vivendo da dentro.

L’idea è di fluire con la musica, salire sul “treno” del beat, e quando lo senti realmente, allora è il momento di adornarlo con i tuoi passi !
Essere in grado di aggiungere qualcosa di nuovo alla musica, è il cuore pulsante della danza jazz.

Controllo

I bravi ballerini che praticano questo sile, non permettono che i loro corpo si abbandoni ad un movimento incontrollato. Quando sopraggiunge il break musicale, non si tratta di “lasciarsi andare”, ma piuttosto di applicare una vera e propria tecnologia che prevede una stilizzazione del movimento. La perdita del controllo e di una apparenza fresca e rilassata li porrebbe fuori dalla tradizione della danza vernacolare jazz

-Steppin’ on the blues, pg 34

La danza jazz e vernacolare sono piuttosto espressive e possono sembrare a prima vista “”frenetiche” e prive di controllo corporale, specialmente se poste a confronto con gli stili ”di danza europei (si pensi per esempio alla rigidezza della danza classica)

Quando si balla si può  finire fuori dalla musica, si può perdere il ritmo, l’energia, la forma… ma attenzione a non lasciarci “schiacciare” dal ballo stesso!
Qui interviene un importante ed affascinante concetto che è l’estetica del “bello”. Mantenendo un’espressione rilassata ed un atteggiamento fresco e tranquillo, riusciamo a comunicare un’idea di leggerezza, controllo e dominio de nostri movimenti, i quali appariranno facili e senza sforzo!

Asimmetria

Nel libro African Dance: An Artistic, Historical, and Philosophical Inquiry, p.107, l’asimmetria è considerata non soltanto in riferimento al movimento del corpo, ma come relazione fra la danza ed il ballerino stesso. Per quanto i ballerini possano eseguire una serie furiosa di passi, mosse e figure, non arrivano mai a perdere l’asimmetrica giustapposizione tra calma, equilibrio e controllo.

Angolarità

Spiegato brevemente,è come se ogni posizione del corpo disegnasse un nuovo angolo. Concetto questo piuttosto difficile da comprendere ed applicare per coloro che hanno una formazione in discipline di danza europee, dove le transizioni tra i movimenti sono più fluide e le differenze tra una posa e l’altra quasi impercettibili.
Nelle danze tradizionali dell’Africa occidentale ed altre derivate, le transizioni al contrario sono più drammatiche, quasi geometriche

Per poter integrare questo concetto di “angolarità” nelle discipline di danza jazz e in particolare, nel solo jazz, si può pensare ad un approccio di tipo “controllo-tensione-relax.

Ad una prospettiva più ampia, si ritrova il concetto di angolarità in tutta la cultura Africana: la comunicazione non verbale della cultura e tradizione nera è ricca di “angoli”.
A tal proposito cito Rex Stewart, un cornettista jazz americano, il quale parlando Louis Armstrong in “Jazz masters of 30s” descrive il suo stile con una “ camminata a grandi passi, e il capo leggermente piegato in un angolo come a dire: Ehi attento! non mi fare arrabbiare! (The Routledge Dance Studies Reader, p. 233)

Vediamo dunque che l’importanza del ritmo, le sue forme asimmetriche e l’angolarita del solo jazz, sono di influenza prettamente Africana

Improvvisazione

Personalmente, ciò che mi ha condotto al solo jazz e al Charleston è proprio questa caratteristica: l’improvvisazione. Quando ero più giovane ricordo aver detto a me stessa: Ksenia questo è quello che vuoi fare, questa è pura liberazione!
Effettivamente, le danze nere, rispetto alla loro controparte europea offrono una libertà di espressione molto più vasta!

Come definire l’improvvisazione? Improvvisazione è creazione sul momento! e`un po’ come giocare, sperimentare con le idee. Mentre il ballerino improvvisa ci si aspetta che giochi ad estendere la tradizione al limite di qualcosa di nuovo che egli stesso apporta nel suo processo creativo.

Per me, che ho un background nel mondo dei balli da sala, l’impossibilità di scegliere ciò che realmente sentivo di esprimere nel momento, era fonte di grande frustrazione.
Ricordo il mio maestro riprendermi perché non eseguivo correttamente il passo previsto dalla coreografia…

L’idea di poter decidere liberamente, giocare con la pulsazione della musica ed esprimere ciò che la musica detta, per me è pure Gioia! Il jazz e le danze nere in generale sono realmente un processo di creazione continua ed invenzione.

L’improvvisazione si compone di gioco, curiosità, audacia; porta ad una profonda connessione che si innesca tra se stessi, il proprio corpo e la musica, e quando percepisci di averlo fatto correttamente, la soddisfazione ed il senso di pienezza sono immediati!

L’estetica Afroamericana incoraggia la capacitá individuale di sperimentare, esplorare, provare nel processo della composizione e creazione. Non solo si ammira l’originalitá del ballerino, ma la si aspetta! L’artista deve poi essere capace di trovare l’equilibrio tra ciò che reputa egli stesso come bello e valido e ciò che invece lo spettatore considera tale! Tutto sta nell’aggiungere qualcosa alla tradizione senza perdere la connessione con essa

-Steppin’ on the blues, pg 35

danza nera jazz competizione di Lindy Hop al Savoy Ballroom
Lee Moates e Tonita Malau mostrano il loro stile di danza vincente durante una competizione di Lindy Hop al Savoy Ballroom il 24 aprile 1953. Hans Von Nolde / AP

In questo tipo di danza, ciò che realmente si apprezza è la capacità di espressione individuale: ci si aspetta di vedere emergere la personalità del singolo ballerino piuttosto che la “copia” di un qualsiasi altro performer. Anche quando a ballare e`un gruppo di ballerini, e`sempre l’individuo che spicca per la sua essenza. In questo modo si favorisce la diversità nell’unità.

Elementi fondamentali del Solo Jazz

Come abbiamo detto, le origini del jazz sono radicate nelle danze tradizionali dell’Africa occidentale. Molti elementi tra i quali la tecnica di base di tale disciplina sono praticamente opposti alla tradizione europea.
Andiamo dunque ad esaminare i fondamenti dal solo jazz e delle danze swing in generale: quali la postura del corpo, il feeling del “bounce” o “pulse”, il “contro tempo” il concetto di “swinging 8th note” e il ritmo sincopato.

La postura

Prima di tutto definiamo ed identifichiamo il centro a partira dal quale il movimento si origina. Nelle danze europee quali i balli da sala, il ballet, ed altre danze folkloriche, il punto focale e`il petto. Quando si ballano i suddetti stili, si avverte una tendenza a crescere verso l’alto, adottando una postura pressoché verticale , dovuta alla colonna eretta e agli arti rigidi. Si ricercano linee, geometrie simmetriche e la bellezza nella forma, mentre la traiettoria principale che il movimento disegna è verso l’alto.

Al contrario nelle danze di derivazione ed influenza africana si lavora e gioca con l’effetto della gravità, per cui l’intenzione, nonché gli accenti del movimento, sono diretti verso il basso! Ovviamente, questo si ripercuote sulla postura del corpo.

dance with bended knees, lest you be taken for a corpse”, ovvero, balla con le ginocchia piegate, altrimenti verrai scambiato per un morto!

-proverbio del Congo

Nella tradizioni di molte danze africane e in particolare dell’africa occidentale, avere le articolazioni piegate è segno di vitalità ed energia, mentre i fianchi, gomiti e gambe tese, rappresentano rigidezza e dunque, morte.

le ginocchia piegate, le forme angoleggianti dei corpi(di ballerini neri), erano in netto contrasto con la colonna eretta, le gambe tese, i piedi girati all’infuori e le braccia arrotondate degli insegnanti di danza europei

-“Steppin’ on the blues”, pg 49

Bounce

Elemento fondamentale e caratterizzante del solo jazz e swing è il feeling del “bounce” o pulse. Le diverse discipline di danza possono avere passi in comune, ma ciò che le contraddistingue è il tipo di groove con il quale vengono eseguiti.

Il bounce rappresenta il tempo della musica, e` la pulsazione 4/4.

Immagina di avere un contrabbasso dentro di te; quando mantieni il feeling del bounce, andare fuori tempo è impossibile, praticamente è il tuo metronomo!

Il solo jazz si caratterizza per movimenti rilassati, un corpo soggetto alla gravità, una colonna dinamica e ritmo! Praticamente il feeling del bounce è già esso stesso una danza!

Mentre ti trovi a praticare il bounce, tieni a mente queste idee di derivazione Africana.
Si tratta di una serie di considerazioni raccolte dall’autore Thompson, intervistando vari esperti nel settore culturale dell’Africa occidentale e centrale,
estratti dal libro Steppin’ on the blues,

  1. Non allineare i tuoi arti in maniera troppo rigida (Kongo)
  2. Balla piegato verso il basso (Congo)
  3. Mantieni i gomiti vicino ai fianchi. Devi muovere tutto il corpo, vibrare nell’interezza dei tuoi movimenti, ma al tempo stesso contienili; non lasciare che l’impulso di gesti,braccia e gambe disperdano la tua energia e ti allontanino dal centro del tuo movimento. (Congo)

Il Backbeat ovvero il“contro tempo” nella storia della musica jazz.

Il termine Backbeat si utilizza per descrivere un forte accento sul beat 2 e 4 in un tipico tempo musicale di 4/4.

Mentre nella tradizione musicale europea, i beats generalmente accentuati sono l’1 ed il 3, il jazz, le cui origini sono radicate nella musica tradizionale afro-americana delle comunità nere di New Orleans e  stati Uniti, pone l’ accento forte su quello che e considerato il beat “debole”, o per l’appunto Backbeat.

Dice il gran compositore Afroamericano Duke Ellington nella descrizione del jazz. “Non scrocchiamo le dita sul beat e`troppo aggressivo. In jazz we don’t push, we let it fall.”

Cosa caratterizza un tipico pezzo swing? Il bassista potrà pizzicare le corde del beat forte, 1 e 3, oppure potrà suonare i 4 beat dell’intera battuta, eseguendo quella che si chiama un “Walk line; in questo caso diremo che il basso effettua il “walking”.

Ill batterista doppia il tempo percuotendo la grancassa (kick drum), eseguendo esattamente le stesse note sui beat 1 e 3 o la “walkin line”, e swingando sul piatto ride (ride cymbal), mentre l’ “high hat” (un’altra componente della batteria) si mantiene costantemente sui beat 2 e 4. Questa è la base musicale dello swing.

Il ritmo sincopato ed il concetto di “swinging 8th note ” nella musica jazz

Stando alla descrizione dello scrittore Albert Murray, il ballerino jazz e` come uno strumento percussivo in constante conversazione con i musicisti.
E`interessante notare come nella musica jazz, anche la  parte melodica si compone in realtà di una forte valenza ritmica, praticamente anche le melodie vengono eseguite in maniera percussiva. Possiamo assolutamente dire che “it’s all about the rhythm”, ed il perché va ricercato nelle sue origini Africane.
Quando parliamo di ritmo nella musica swing, dobbiamo fare riferimento alle note swingate ed al ritmo di tipo sincopato

  • una sincope, in musica è definita come una deviazione rispetto al modello ritmico che generalmente ci si aspetta, deviazione che si realizza ponendo degli accenti su beat “deboli”. Per intenderci,è come spostare un beat verso quello  che lo precede o che lo segue.
  • una sincope è un porta che si apre su ritmi interessanti e complessi. Gioca con le nostre aspettative circa al punto in cui dovrebbe cadere il beat, allenta ed ammorbidisce il ritmo, e porta sorprese

Il ritmo sincopato si crea swingando l’ottava nota. Si tratta di un pattern ritmico che devi conoscere per poter ballare i passi della danza jazz vernacolare. Porta in sé un feeling che ricorda una caduta, come un singhiozzo; incoraggio il senso di lasciare cadere, di “release” all’interno di un movimento o mediante il movimento stesso.

Tantissimi passi rappresentano il ritmo sincopato: il nostro noto triple steps, lo stomp off, il ball change (kick ball change, hold ball change, slide ball change). Il ritmo non cambia, ma può assumere diverse forme.

Un ballerino di jazz si contraddistingue per la sua capacità di far uso del ritmo sincopato durante le sua improvvisazioni.

Un ballerino di jazz si contraddistingue per la sua capacità di far uso del ritmo sicnopato durante le sua improvvisazioni.

Che significa insomma “swingare l’ottava nota”? Significa che sei libero di creare il ritmo sincopato swingando la nota che vuoi. Puoi far cadere la sincope su qualsiasi beat della battuta.

Il ritmo sincopato è una caratteristica veramente apprezzata in qualsiasi ballerino, musicista o performer di jazz. Chi realmente possiede “swing”, merita tutto l’apprezzamento, rispetto ed amore!

Per ciò vi incoraggio ad imparare le basi della musica swing e del ritmo sincopato, cosi sara piu semplice sviluppare una maniera di ballare fluida, elegante, controllata e in stretta connessione con le radici Afro Americane che tale cultura racchiude in sé

P.S.

Questa è solo un breve racconto della storia del jazz; c’è un mondo da scoprire. Vi invito a continuare ed approfondire le vostre conoscenze, arricchendo la mente mentre vi allenate con corpo! Così da poter mantenere la connessione  con il passato mentre continuiamo a ballare la danza jazz al giorno d’oggi.

Tutto cio e`fondamentale soprattutto se state imparando il solo jazz nel formato virtuale e quindi lontani dal contesto di una comunità jazz che potrebbe aiutarvi nel processo di apprendimento. Perciò, se questo è il vostro caso, vi incoraggio ancor di più a svolgere ricerche e non smettere di imparare!

Fonti

  1. Steppin’ on The Blues The Visible Rhythms of African American dance by Jacqui Malone
  2. Ring Shout, Wheel About: The Racial Politics of Music and Dance in North American Slavery By Katrina Dyonne Thompson
  3. Hot Feet and Social Change: African Dance and Diaspora Communities edited by Kariamu Welsh, Esailama Diouf, Yvonne Daniel
  4. Tappin’ at the Apollo: The African American Female Tap Dance Duo Salt and Pepper By Cheryl M. Willis
  5. Class Act: The Jazz Life of Choreographer Cholly Atkins by Cholly Atkins, Jacqui Malone
  6. Jazz Dance: A History of the Roots and Branches edited by Lindsay Guarino and Wendy Oliver
  7. Choreographing Copyright: Race, Gender, and Intellectual Property Rights in American Dance By Anthea Kraut
  8. African Dance: An Artistic, Historical, and Philosophical Inquiry edited by Kariamu Welsh-Asante
  9. The Routledge Dance Studies Reader edited by Alexandra Carter, Jens Giersdorf, Yutian Wong

 

Scritto da Ksenia Parkhatskaya
Tradotto da Martina Maddalena